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Arte e Rino Mania - dalla rivista "Barche"

di seguito l'articolo comparso nel magazine Barche, sezione Il Personaggio, edizione di Gennaio 2010.

magazine barche gigi bon venezia

Estroversa e fantasiosa, ecco un’artista di talento che ha lasciato una carriera solida quasi per gioco.
Ha provato a fare ciò che le piaceva davvero, guidata da una passione
monotematica decisamente originale,
e ha trovato quasi subito riscontro e successo.

«Vengo da un altro pianeta», ci risponde quando le
chiediamo come è iniziata la sua avventura nel mondo dell’arte. Con una laurea in giurisprudenza e una carriera in ambito finanziario, in effetti, il suo curriculum è
molto diverso da quello dei tanti artisti che ci è capitato di intervistare. Per anni non dipinge né crea nulla, ma, semplicemente, grazie
al fratello antiquario “respira arte” e ama raccogliere oggetti di pregio.
A quarant’anni, poi, decide di prendersi alcuni mesi sabbatici e da Milano torna a Venezia, sua città natale a cui è profondamente legata – appartiene a una famiglia
storica e racconta che i suoi antenati, a quanto si dice, riportarono a Venezia il corpo di San Marco, da Alessandria d’Egitto. In questo periodo incontra un amico artista che le insegna alcuni trucchi della scultura e Gigi Bon si accorge di avere passione e
talento: crea, scolpisce, dipinge. Ma non disegna mai, anzi sostiene di avere “un blocco” per questa attività.


Dopo un anno un po’ difficile inizia a vendere le sue opere, ottenendo un gran successo. Vende il suo primo lavoro (un rinoceronte creato con un ferro di gondola) a una americana che, dopo due mesi, la mette in contatto con alcuni amici che le comprano altre sculture. Non solo: il gruppo di statunitensi la invita a New York, dove organizzano un cocktail in suo onore durante il quale sono esposte le sue opere. Così la Bon lascia definitivamente la professione e si occupa a tempo pieno dei suoi amati rinoceronti, partecipando a mostre, personali e collettive.
Oggi ha uno studio a Venezia, organizzato come una bottega rinascimentale
e, quindi, aperto al pubblico, che può vedere le opere in esposizione (e comprarle)
e osservare l’artista mentre lavora la cera e la terra, seguendo passo a
passo le fasi di evoluzione della scultura.

In questa pagina, Fusorhino, collezione privata (Messico). barche giogi bon rino
L’elemento “rinoceronte” compare in ogni opera di Gigi Bon, dalla scultura alla pittura. Nella pagina a fianco, l’artista di fronte a un suo dipinto.
«Mi sono sempre sentita un rinoceronte»
Il soggetto preferito di Gigi Bon sono da sempre i rinoceronti perché da bambina rimane affascinata da un piccolo esemplare di questo animale raffigurato sul pavimento della Basilica veneziana, dove andava a messa con sua madre.
Da allora, ci racconta, si è sempre «sentita un rinoceronte », tanto è vero che tutte le sue creazioni sono, in realtà, autoritratti.
Figure femminili, quindi, rappresentate in diverse situazioni e condizioni, per cui dal “rinoangelo”
si va al “rino-stella” e così via, in una continua metamorfosi e in una perenne apparizione di nuove espressioni, lineamenti, sagome e profili. Le sue sculture sono bronzi fusi a cera persa, tutti pezzi unici.
Le è capitato anche di lavorare su commissione, ma per riuscirci deve piacerle molto ciò che le viene chiesto: le è successo, per esempio, di ricevere delle conchiglie (a suo dire “meravigliose”) da montare a suo piacimento. Neanche a dirlo, ha creato un rinoceronte che esce dalla conchiglia e l’opera è stata poi montata in una piscina messicana.

Il mare

Veneziana, con il mare ha da sempre un buon rapporto. Ha passato molto tempo “a bordo”, perché non solo ha posseduto diverse barche, tra cui un Dalla Pietà, ma il padre e il fratello per un certo periodo hanno
costruito imbarcazioni in legno. Molti dei suoi lavori sono, a suo avviso, adatti ad arredare gli yacht, a partire dalla “famiglia di rinimaghi” (varie sculture composte da rinoceronti-conchiglie).
Quali sono i suoi riferimenti?
«Sin dall’inizio l’arte classica; ho sempre composto opere figurative e sono totalmente estranea all’arte
contemporanea intesa come avanguardie e lavori concettuali

testo di Marina Mancuso foto di Andrea Muscatello

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Gigi Bon Venezia - Studio d'Arte "Mirabilia"
magical encounter between the fantastic, the impossible, the wonderful ...

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