Ibridi bronzei di sicuro effetto, resi con la tecnica antica della cera persa e ricchi di significato, in cui a far da maestra è sempre la figura del rinoceronte. Figura quasi mistica nell’arte di Gigi Bon e che assume significati ieratici e di raffinatezza stilistica.
L’iconologia di quest’imponente animale viene egregiamente espressa dalla scultrice di Venezia e ci riporta alla mente le parole di Cesare Riva, in cui il rinoceronte viene visto sotto una luce benevola e mansueta, descritto come animale che “difficilmente s’adira”. La stessa simpatia suscita il protagonista delle opere dell’artista, che spesso si fonde ad oggetti d’uso comune o scientifico o in accorpamento con altri animali.
Altro soggetto rappresentato è quel leone tanto caro a Venezia, qui raffigurato come Puttoleo, ovvero il leone alato, simbolo della splendida e misteriosa città.
Caterina Randazzo
I Luminari dell'Arte 
Il libro uscito a Novembre 2011
Venise. Les Venitienes vous invitent di C.Nilsson, ed-Harefang![]()
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(...) Utilizzare un diminutivo che a Venezia e` solitamente riservato agli
uomini, e` come una dissonanza, ma allo stesso tempo un segno di carattere,
un modo di mettersi in competizione senza cercare privilegi.
Inusuale e` stato anche il percorso: con una laurea in giurisprudenza e
un lavoro nel campo finanziario per anni raccoglie, grazie anche al fratello
antiquario, oggetti rari e raffinati. Una passione che l’ha, piano
piano, portata a una nuova sfida, provare a misurarsi con quello che
l’affascinava di piu`: la creazione. Non avendo frequentato scuole d’arte
– la sua formazione e` stata totalmente da autodidatta, guidata soltanto
dalla volonta` e dalla necessita` di dar vita a quell’immaginario che, dentro
di se´, come un torrente in piena, esigeva uno spazio e una visibilità. (...)
Lo studio di Gigi Bon che, come lei stessa afferma, e` una bottega nel
senso rinascimentale, dove si crea, si lavora, si condividono le belle
cose e il gusto dell’arte. Questo spazio Gigi, non a caso, l’ha chiamato
Mirabilia. Un angolo incantato ispirato dalle Wunderkammern, le “Camere
delle Meraviglie”, vere e proprie collezioni che dal XV secolo all’epoca
barocca hanno saputo unire curiosita` naturali, oggettistica
inusuale, strumenti scientifici e rarita` importate da nuovi mondi. (...) La
nostra artista, per creare, si divide tra la fonderia e il suo studio veneziano
che assomiglia all’antro di Cagliostro, animato da mille personaggi
inverosimili. (...)
Gigi Bon, descendante d’une famille de Doges de Venise, n’a pas son pareil
pour vous conter les anecdotes que les guides ne connaissent pas sur cette Sérénissime
qu’elle adore et qui le lui rend bien.
Tous, nous ressortons émerveillés de son antre, de ce cabinet de curiosités inégalable
où le temps s’arrête. Un jour, deux jours une semaine … vous sont nécessaires
pour en faire le tour et encore …vous aurez sans doute manqué des coins,
des demi étages et autres placards plus ou moins ouverts qui recèlent objets chinés,
en cours d’élaboration, réinventés, remployés pour devenir .. on ne sait quoi
et là…..est l’alchimie de cette délicate blonde aux yeux excentriquement beaux.
C’est un lieu, un esprit, qui finalement correspondent bien à Venise quand on
veut faire l’effort de quitter les hôtels et places abondamment touristiques, pour
saisir non pas tout, mais petit à petit des parcelles de cette Cité unique, mythique,
éphémère et durable à la fois .

Estroversa e fantasiosa, ecco un’artista di talento che ha lasciato una carriera solida quasi per gioco.
Ha provato a fare ciò che le piaceva davvero, guidata da una passione
monotematica decisamente originale,
e ha trovato quasi subito riscontro e successo.
«Vengo da un altro pianeta», ci risponde quando le
chiediamo come è iniziata la sua avventura nel mondo dell’arte. Con una laurea in giurisprudenza e una carriera in ambito finanziario, in effetti, il suo curriculum è
molto diverso da quello dei tanti artisti che ci è capitato di intervistare. Per anni non dipinge né crea nulla, ma, semplicemente, grazie
al fratello antiquario “respira arte” e ama raccogliere oggetti di pregio.
A quarant’anni, poi, decide di prendersi alcuni mesi sabbatici e da Milano torna a Venezia, sua città natale a cui è profondamente legata – appartiene a una famiglia
storica e racconta che i suoi antenati, a quanto si dice, riportarono a Venezia il corpo di San Marco, da Alessandria d’Egitto. In questo periodo incontra un amico artista che le insegna alcuni trucchi della scultura e Gigi Bon si accorge di avere passione e
talento: crea, scolpisce, dipinge. Ma non disegna mai, anzi sostiene di avere “un blocco” per questa attività.

Vicino al sempre affollato Palazzo Grassi in una appartata ed angusta calle veneziana- proprio quella in cui nacque Casanova!-si cela una autentica fucina di invenzioni e “mirabilia”. Questo territorio onirico intessuto di colte rivisitazioni del passato,di intensa e febbrile fantasia e sospeso in una dimensione temporale nasce interamente dalla vena creativa di Gigi Bon. Veneziana di antica radice-scorrendo nei secoli di storia della Serenissima ci si imbatte più volte nel nome dei Bon: dai mitici trafugatori del corpo di San Marco ad Alessandria d’Egitto,alla dinastia dei lapicidi che costruirono la Porta della Carta di Palazzo Ducale , al casato di mercanti che iniziò ad erigere Ca’Rezzonico… Gigi rivive tutte le Venezie “ possibili ed impossibili “ nel suo lavoro d’artista. I suoi bronzi , tutti pezzi unici,fusi ancor oggi con il metodo della “ cera persa “ raffigurano per lo più Rinoceronti ed animali metamorfici, che si arricchiscono sposandosi a oggetti di grande forza come conchiglie , coralli , “coco de mer “, uova di struzzo ed altre “ trouvaille “ inusuali.Come evocando dagli studioli principeschi del XVI e XVII secolo , Gigi ha costruito la sua arte , o meglio continua ad accrescerla e svilupparla nei più differenti modi mescolando con ironia invenzione e realtà. Gigi estrosa ed enigmatica , nata sotto il segno di Saturno , sorridendo si nasconde dietro il verde cangiante dei suoi occhi. Laureata in Giurisprudenza con un brillante passato di consulente finanziario, non ha esitato a voltare pagina per dedicarsi alla realizzazione dei suoi sogni e della sua creatività. Le sue sculture che sono per lo più Rinoceronti o animali fantastici , i suoi “ ritratti immaginari “ , le sue surreali tecniche miste sono ormai nelle collezioni private di tutto il mondo. Visitare lo studio di Gigi Bon riporta all’idea della bottega rinascimentale : dove oltre alla esposizione delle proprie opere propone la scoperta di tutte le fasi di ideazione e realizzazione di immagini e sculture ….. la si puo’ trovare intenta a ritoccare una cera o a studiare come “incastonare “ un corallo tra le pieghe della pelle di uno dei suoi mitici rhini o mentre monta la base x sostenere la creta per una nuova creatura …………ed è una esperienza da fare e rifare e come già diceva il Sansovino dello stesso nome della città “ Venetia” che starebbe a significare “ Veni-etiam “ e cioè vieni ancora ed ancora, perciò quante volte verrai , sempre vedrai cose nuove e nuove bellezze.
Il torinese Elémire Zolla, con la spegiudicatezza intellettuale che lo rese un mito della contestazione negli anni Sessanta, sosteneva che la miglior risposta al mondo moderno, inteso come cultura di massa, è il riappropriarsi della capacità di «fantasticare» (Storia del fantasticare,1964). Un «deliberato passatempo di liberazione culturale» che l’uomo aveva scoperto solo sul finire del XVIII secolo per sopravvivere all’angosciante schematismo formale proposto dal tardo Illuminismo e che, da allora, ha ispirato i vari sovvertimenti delle avanguardie letterarie e dell’arte figurativa, sino a produrre la fantasticheria organizzata del Surrealismo.
Ma nel XX secolo la capacità del «fantasticare » cadde in mano a una nuova industria (cinema, radio, tv) che costrinse l’uomo ad un sonnambulismo perpetuo, sottraendogli la possibilitá di produrre liberamente le proprie immagini.
Tra i pionieri settecenteschi di questa rivolta I contro la massificazione intellettuale, fino a ieri venivano indicati Sterne, Rousseau e Moritz; ma, dopo recenti e seri studi compiuti da ricercatori francesi (Casanova l’Européen), stiamo scoprendo che l’ispiratore potrebbe esser stato proprio il nostro vituperato Casanova. Una scoperta di fatto già preconizzata da Giovanni Comisso e Piero Chiara negli anni Sessanta quando sostenevano che Giacomo, figlio di una cittá di per se stessa surreale, con ogni probabilità intendeva più stupire con racconti «mirabolanti» che rievocareepisodi realmente accaduti.
Leggi tutto: «Mirabilia», il mondo surreale di Gigi Bon fra le calli veneziane

Education
B.A. Degree in Jurisprudence , Italy
XXXVI Corso Internazionale Alta Cultura ”Le Metamorfosi del ritratto”, Fondazione Cini, Italy
XLI Corso Internazionale Alta Cultura ”Le Città Eterne”, Fondazione Cini, Italy
XLII Corso Internazionale Alta Cultura ”Anno Zero Grado Zero”, Fondazione Cini, Italy
Exibitions
1992 “I 500 anni del Rinoceronte”, Chateaux D’If, Marseille, France
1992 “Fantasia con Leonardo Lucchi”, Mirabilia, Venice, Italy